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Testamento di Anna Moroni

Archivio di Stato di Roma, 30 Notai Capitolini, uff. 31, notaio Lando Pini, vol. 261, cc. 244r-v/255r

Roma
, 30/09/2017

Roma, 1675 febbraio 6

Testamentum Dominę Annę Moronę
Die sexta februarij 1675, indictione XIII,
Pontificatus Clementis Decimi1 anno sexto

Constituita personalmente avanti me Notario e testimonij infrascritti la molto Illustre Signora Anna Moroni, figliola del quondam Camaiore, romana, a me Notario benissimo conosciuta, la quale ritrovandosi per gratia di Dio sana di mente, sensia, loquela, vista, odito et intelletto, benché inferma di corpo, giacendo in letto esistente in una delle stanze della Casa della Congregatione delle Convittrici del SS.mo Bambino Giesù in piazza Margana, conoscendo esser’ vicina alla morte et non volendo morire senza far testamento, acciò tra’ suoi posteri sopra li suoi beni non nasca lite o controversia alcuna, quantunque ella non habbia, come asserisce, che disporre per haver’ già molto prima il tutto applicato in servitio delle dette Convettrici da essa fondate. Però, avanti che segua il caso della sua futura morte, ha deliberato nondimeno fare il suo ultimo nuncupativo testamento, che dalla legge dicesi senza scritti, sicome di sua spontanea volontà et con ogni miglior modo lo fa nel seguente modo e forma, cioè: prima cominciando dall’Anima, come più pretiosa di tutte l’altre cose, quella, con quella maggior’ umiltà et devotione possibile, raccommanda all’Onnipotente Iddio, alla sua gloriosissima sempre Vergine Madre Maria, et a tutta la Corte del Cielo, et a tutti li santi e sante sui Avocati pregandoli voler intercedere il perdono de’ suoi peccati.

Il suo corpo poi fatto cadavere, vuole, ordina e commanda che sia sepolto nella Venerabile Chiesa di Santa Maria in Portico in Campitello.

In tutti poi suoi, e singuli suoi beni, tanto mobili come stabili, raggioni, crediti, et attioni qualsivoglia, et in qualunque luogo posti, et esistenti et ad essa testatrice in qualunque modo spettanti, et appartenenti, e che gli potessero spettare, et appartenere di qualsivoglia genere, et specie sua herede universale, instituesce, fa, et vuole che sia, sicome con la sua propria bocca nomina la signora Lucretia Altem2, figlia del signor Odoardo Altem, romana, al presente Superiora eletta delle dette zitel- || [c. 244v] le Convittrici del SS.mo Bambino Giesù in Piazza Margana, alla quale per raggione d’Inst(rutio)ne, et in ogni altro miglior’ modo lasciab tutti suoi, et singoli beni, et universa sua heredità non solo in questo, ma in ogni altro miglior’ modo, e perché detta testatrice, secondo l’ispiratione che Dio Benedetto per sua misericordia e bontà gl’ha data, ha sempre desiderato di vedere stabilita con perpetua fermezza la Congregatione delle dette Zitelle Convittrici del SS.mo Bambino Giesù da lei designata sino dall’anno 1662; nel qual tempo, con facoltà dell’Illustrissimo et Reverendissimo Monsignor Galli3 allora Vicegerente prese in sua cura alcune zitelle, con le quali visse da detto tempo sino all’anno 1672 quando, con alcune di queste et altre, per maggior’ gloria di Sua Divina Maestà fu incominciata con la direttione del molto Reverendo Padre Cosimo Berlinzani, religioso professo della Congregatione della Madre di Dio e Parocho della Chiesa di S. Maria in Campitelli al presente, detta Congregatione di dette zitelle esistentec in una casa posta in Piazza Margana, della quale la sudetta signora Lucretia è stata ultimamente eletta Superiora col approvatione e partecipatione dell’Eminentissimo Signor Cardinal Vicario4, et ha procurato per quanto gl’è stato permesso dalla sua debolezza di avanzare, et accrescere la sudetta adunanza, o Congregatione di zitelle, acciò in essa si esercitassero l’opere di devozione e di pietà per maggior gloria di Dio et aiuto de’ prossimi, come già si sono incominciate con participatione de’ Signori Superiori, però dichiara essere sua mente e volontà, che tutti li suoi beni e robba et heredità restino al servitio e per uso delle zitelle esistenti nella detta Congregatione, a disposizione però della detta signora Lucretia, al presente Superiora, o altra che a lei succederà pro tempore con participatione o permissione de’ Signori Superiori a’ quali spetta, senza alcuna diminutione, e seguendo, come essa testatrice spera nella bontà e misericordia di Dio, l’approvatione formale della detta Congregatione, o dell’Istituto in essa incominciato, in tal caso, vuole, che li sudetti suoi beni parimente senza alcuna diminutione spettino pienamente alla medesima Congregatione di zitelle, e sua Superiora pro tempore, la quale ne possa || [c. 245r] liberamente disporre, come di tutti gl’altri beni et altre cose, che in quel caso haveranno acquistato non solo etc., ma etc.

Et questo dice, et dichiara, et vuole che sia il suo ultimo nuncupativo testamento la sua ultima volontà, quale vuole che vaglia per raggione di testamento nuncupativo, che dalla legge dicesi senza scritti, e se per tal raggione non valesse vuole che vaglia per raggione di Codicillo, o donatione fatta per causa di morte et in ogni altro miglior’ modo che di raggione potesse valere, et sostenere cassando et annullando qualunque altro testamento, o altra dispositione da essa in qualunque modo fatti, et per l’atti di qualsivoglia notario rogati sotto qualsivoglia giorno, etiam con parole derogatorie alle derogatorie, volendo che il presente prevaglia, et sia preferito a tutti gl’altri in ogni
miglior modo etc. super quibus etc.

Actum Romę in predicta Domo, et precipue, in mansione cubiculari ubi dicta Testatrix egrota manebat presentibus infrascriptis videlicet:

D. Iosepho Salvagiano filio quondam Thomę, Urbevetano.
D. Iohanne Baptista Pacetto filio quondam Hippoliti, Romano.
Dominico filio quondam Michaelis Angeli Maci, Cortonensi.
Iosepho Vito filio quondam Francisci, Florentino.
D. Carolo Alexandro quondam Erminij, Romano.
Carolo filio quondam Nicolai Gelardi, Florentino.
et Francisco Antonio Saccommando filio quondam Iohannis Baptistae, Romano etc.
[Signum Archivi]

Die 28 Ianuarij 1676 collationat. in Archivo Generali Urbano concordat salva semper etc. In
fidem
I. Beltramius Archivarius.

 

asensi] senzi blascia] corretto su altra parola cesistente] assistente.
1 Emilio Altieri, eletto il 29 aprile e coronato l’11 maggio 1670. Morì il 22 luglio 1676.
2 Lucrezia Altem: venne in Congregazione l’11 giugno 1672. Fece la sua professione il 2 luglio 1672. Fu eletta
Superiora dopo Anna Moroni nel gennaio del 1675. Morì il 12 marzo 1678.
3 Marco Gallio, eletto il 13 giugno del 1659 Vescovo di Rimini; creato cardinale con il titolo di S. Pietro in Monte Aureo il 17 novembre 1681. Morì il 24 luglio 1683 Cfr. Hierarchia Catholica Medii et Recentioris Aevi, Padova 1952 (d’ora in poi HC), vol. V, 11.
4 Gaspare Carpegna, creato cardinale con il titolo di S. Maria in Portico il 23 febbraio 1671, translato al titolo di S. Pudenziana il 18 marzo 1671, al titolo di S. Silvestro in Capite il 14 novembre 1672, al titolo di S. Maria in Trastevere il 19 ottobre 1689. Dal 12 agosto 1671 Vicario di Roma. Morì il 6 aprile 1714. Cfr. HC, vol. V, 7.